L'allenamento deve avvenire su terreni con salite e discese che preparano i muscoli al pellegrinaggio
Necessità di allenamento
Routine e esercizi consigliabili prima di intraprendere il Cammino
Per fare il Cammino a piedi è molto importante il tempo che viene dedicato all'allenamento previo.
Se si sceglie di fare il Cammino a piedi, le tappe che pianificheremo possono aggirarsi tra i 25 e i 30 km giornalieri, sarà, pertanto, molto importante lo sforzo che dedichiamo all'allenamento previo. Questo deve consistere in camminate quotidiane che aumenteranno progressivamente in distanza e intensità. Inizieremo con brevi passeggiate su terreni pianeggianti e, progressivamente, andremo aumentando i chilometri e variando il tipo di terreno, per abituare il corpo a quello che troveremo lungo il Cammino e alle tappe che abbiamo pianificato.
Inizieremo con brevi passeggiate su terreni pianeggianti e progressivamente, andremo aumentando i chilometri e variando il tipo di terreno, per abituare il corpo a quello che troveremo lungo il Cammino
Man mano che si procede in questo allenamento, si aggiungeranno le escursioni in montagna, scegliendo terreni con salite e discese che preparano i muscoli al pellegrinaggio.
È inoltre consigliabile che, nell'ultima fase dell'allenamento si provi a realizzare le camminate con lo zaino pieno, per osservare la resistenza del nostro corpo, se il peso è eccessivo e per abituarci a questo elemento, che può arrivare a condizionare l'andatura.
Nei casi in cui non si possa realizzare una preparazione previa, il primo contatto con il Cammino deve essere molto leggero, si cercherà, quindi, di minimizzare gli sforzi nelle prime fasi e si aumenterà l'intensità sempre in modo graduale e adeguata alle nostre capacità.
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Fisioterapia lungo il Cammino
È preferibile optare per scarponcini che sostengono la caviglia per evitare lesioni.
Le calzature per realizzare questo tipo di camminate devono già essere state usate e il piede deve essere abituato a indossarle. Non è consigliabile utilizzare calzature nuove, dato che, con molta probabilità, provocheranno escoriazioni e vesciche. Lo scarponcino da "trekking" o da montagna si rivela come il più adatto per questa attività, sebbene, se si sceglie la stagione estiva, per ridurre il calore possono essere utilizzate calzature sportive. Comunque è sempre preferibile, per evitare lesioni, optare per scarponcini che diano un sostegno maggiore alla caviglia. Ci sono, inoltre, calzature estive, più fresche, leggere e traspiranti.
Quando si sceglie il tipo di calzatura, è bene che questa abbia una suola dura e non deve presentare un tallone troppo morbido, che potrebbe favorire la comparsa di lesioni
Quando si sceglie il tipo di calzatura, è bene che questa abbia una suola dura e non deve presentare un tallone troppo morbido, che potrebbe favorire la comparsa di lesioni, per esempio al tendine di Achille. Sebbene debba sostenere la caviglia, non si consiglia che la scarpa eserciti troppa pressione, perché sarebbe controproducente. È importante scegliere scarponcini con la parte posteriore più bassa.
Possiamo inoltre aggiungere un altro tipo di calzatura per i momenti di riposo: ciabatte, sandali o infradito sono una buona scelta per rilassare e rinfrescare i piedi affaticati per lo sforzo.
Consigli e raccomandazioni se porti lo zaino
Lo zaino deve adattarsi al contorno della schiena per poter mantenere una posizione corporea corretta.
Lo zaino non deve essere né troppo vuoto né eccessivamente pieno. Dovrà adattarsi al contorno della schiena per poter così mantenere una posizione corporea corretta. Per stare più comodi, deve essere collocato in modo tale che il peso sia vicino all'asse del corpo e al suo centro di gravità.
Per stare più comodi, deve essere collocato in modo tale che il peso sia vicino all'asse del corpo e al suo centro di gravità
Inoltre, si adeguerà la sua collocazione a seconda del terreno: così, nelle salite ripide, sarà necessario allentare la cintura per facilitare la respirazione, mentre nelle discese si stringerà un poco di più per permettere alle spalle di riposare e non forzarle.
Consigli per rafforzare i muscoli delle gambe
È necessario allenarsi e fare esercizi di stiramento e riscaldamento.
Per rafforzare i muscoli delle gambe, i polpacci, i quadricipiti e gli ischio tibiali è necessario allenarsi e fare esercizi di stiramento e riscaldamento prima di ogni tappa.
Distendere i polpacci è uno degli esercizi più consigliati prima di iniziare e alla fine di ogni tappa
Per esempio, per distendere adeguatamente i polpacci, appoggeremo le mani contro il muro e gradualmente poggeremo tutta la pianta del piede fino a quando inizieremo a notare una certa tensione nella parte posteriore del ginocchio.
Come preparare ginocchia, tendini e piedi
Bisogna adattare l'andatura ai diversi tipi di terreno.
Per preparare ginocchia, tendini e piedi è importante adattare l'andatura ai diversi tipi di terreno. Così, sui terreni pianeggianti, l'ampiezza del passo sarà normale, mentre in salita può essere più corto e più lento per evitare sforzi. Nei tratti di salite prolungate è molto importante appoggiare tutta la pianta del piede al suolo per evitare sovraccarichi muscolari. Il passo lungo e rapido è riservato alle discese, ma bisogna tener conto del tipo di terreno prima di accelerare il passo. In discesa, parte dello sforzo ricadrà anche sui talloni, per cui sarà necessario "piantarli" bene a terra, senza forzare, per evitare lesioni.
Un fattore molto importante per poter evitare lesioni è l'uso di un bordone (bastone o palo) che ci servirà d'aiuto sui terreni difficili, ma anche per controllare la stabilità del Cammino. Appoggiarsi al bordone può evitare la comparsa di tendiniti.
Un fattore molto importante per poter evitare lesioni è l'uso di un bordone (bastone o palo) che ci servirà d'aiuto sui terreni difficili, ma anche per controllare la stabilità del Cammino. Appoggiarsi al bordone può evitare la comparsa di tendiniti.
Sforzi eccessivi o posizioni errate possono sfociare in lesioni che renderebbero difficile la prosecuzione del Cammino. La cosa più opportuna è rivolgersi ad un fisioterapista, se è possibile, per valutare la portata della lesione e il trattamento più opportuno.
Alcune delle lesioni più comuni tra i pellegrini sono la tendinite, le distorsioni e le artriti traumatiche. Queste ultime hanno un'incidenza maggiore sugli arti inferiori; a volte si producono microtraumatismi in corrispondenza delle articolazioni che finiscono per causare un quadro clinico con dolore e infiammazione. Per esempio, dopo discese accentuate e prolungate (come quelle della zona di Triacastela, nel Cammino Francese) sono le ginocchia quelle che soffrono di più e accusano lo sforzo. Se, oltre alla discesa intensa aggiungiamo la realizzazione di tappe lunghe e il peso che viene sopportato giornalmente, ci saranno maggiori rischi di sovraccaricare e infortunarsi alle ginocchia.
Per questo è fondamentale pianificare le tappe in funzione anche del tipo di terreno sul quale si svolgerà il percorso. In questo modo, su tratti in cui le discese sono lunghe e continue è preferibile ridurre i chilometri che facciamo, liberarci da pesi eccessivi e dosare bene lo sforzo. Con le cure adeguate mediante antinfiammatori e freddo locale le artriti traumatiche non devono essere un ostacolo per continuare l'itinerario; ma la cosa essenziale è mantenere le tecniche "preventive" che sono state descritte.
TENDINITI
Un'altra delle lesioni comuni è la tendinite, che viene descritta come uno strappo muscolare e che può provocare piccole rotture delle fibre. Di solito compaiono quando si sono accumulati vari chilometri di Cammino. La cosa più opportuna per ridurre l'infiammazione e il dolore è quello di applicare ghiaccio sulla zona, si deve sempre frapporre tra la pelle e il ghiaccio della carta o tela per impedire la formazione di bruciature. Quando l'intensità del dolore aumenta, si può somministrare un analgesico (come il paracetamolo) e applicare una pomata antinfiammatoria. Se l'infiammazione persiste è opportuno prendere un antinfiammatorio, che si somministrerà a stomaco pieno.
Le fasciature compressive saranno collocate nel caso ci siano piccole rotture delle fibre, e sempre dopo aver consultato un medico o un fisioterapista, che potrà valutare le possibilità di come affrontare il resto del viaggio.
Le fasciature compressive saranno collocate nel caso ci siano piccole rotture delle fibre, e sempre dopo aver consultato un medico o un fisioterapista, che potrà valutare le possibilità di come affrontare il resto del viaggio.
Un tipo di tendinite molto frequente tra i pellegrini è quella che provoca il Tendine di Achille, che interessa la parte posteriore del tallone e che può essere molto dolorosa. Alcune delle cause che lo producono e che devono essere evitate per quanto possibile sono camminare su terreni in salita per molto tempo e indossare calzature inadeguate. Non si devono utilizzare calzature che stringono eccessivamente le caviglie, in quanto farebbero pressione direttamente sul tendine, né scarpe con i talloni troppo morbidi. Si consiglia l'uso di suole dure, senza sistemi d'aria o ammortizzamento sul tallone e, in caso di utilizzare scarponcini, controllare che abbiano il gambale abbassato nella parte posteriore.
Per minimizzare il rischio di lesioni al tendine di Achille, nella preparazione o nell'allenamento preliminare al Cammino non si deve dimenticare di realizzare esercizi che favoriscono lo stiramento di questo tendine, andando ad aumentare progressivamente l'intensità degli stessi. Questo è fondamentale nel caso delle donne che sono solite utilizzare scarpe con tacco nella loro vita quotidiana, dato che presentano il tallone abituato a un minimo stiramento, ecco quindi che si verifica questo tipo di tendiniti, la maggior parte delle volte, dovute dalla differenza di altezza del tacco che calziamo, dato che il passaggio a calzature piane produce un maggiore allungamento del tendine, che si accentua sui tratti in salita.
È abituale che il fastidio o il dolore inizi di mattina, può sparire durante la camminata per tornare con maggiore intensità alla fine della tappa e una volta conclusa la stessa; a volte può arrivare a impedire il cammino, poiché si fa persistente. Per alleviare il dolore può essere messo del ghiaccio e antinfiammatori, sempre sotto controllo medico. È consigliabile la visita a un fisioterapista per trattare i dolori provocati da una tendinite di questo tipo.
DISTORSIONE DELLA CAVIGLIA
Durante il percorso possono verificarsi anche distorsioni, che colpiscono le articolazioni, a volte forzate da un allungamento eccessivo o addirittura per la rottura dei legamenti. La più comune è la distorsione alla caviglia, generalmente provocata da un modo errato di appoggiare il piede al suolo. Camminare su terreni irregolari o sassosi può favorire questo tipo di lesioni, soprattutto se sono in pendenza.
Per minimizzare il rischio di lesioni al tendine di Achille, nella preparazione preliminare al Cammino non si deve dimenticare di realizzare esercizi di stiramento di questo tendine, andando ad aumentare progressivamente l'intensità degli stessi
È importante evitare l'eccesso di peso, dato che un sovraccarico può provocare la rottura del legamento, il che significherebbe un aggravarsi della lesione. Anche il tipo di calzatura è fondamentale per evitare questo tipo di imprevisti, per questo motivo, è preferibile utilizzare scarponcini che sostengono la caviglia e che non esercitino una pressione eccessiva.
Per il trattamento di questa lesione bisogna differenziare la semplice distorsione dalla distorsione con rottura dei legamenti, sia essa parziale o totale. Per la distorsione semplice è sufficiente applicare ghiaccio localmente e riposare un paio di giorni, ma quando esiste rottura in nessun caso si può proseguire il cammino e saremo obbligati ad abbandonare il pellegrinaggio.
Consigli per fare il Cammino in bicicletta
Al pari di altre modalità, l'allenamento deve aumentare gradualmente
Al pari di altre modalità, l'allenamento deve aumentare gradualmente. All'inizio si farà su terreni pianeggianti senza difficoltà e, a mano a mano che si procede nella preparazione, si introdurranno percorsi che alternino zone pianeggianti con salite; in questo modo ci si familiarizzerà con la bicicletta e si potrà determinare l'uso di corone e pignoni più adatti ad ognuno.
All'inizio si farà su terreni pianeggianti senza difficoltà e, a mano a mano che si procede nella preparazione, si introdurranno percorsi che alternino zone pianeggianti con salite
Sia se camminiamo come se andiamo in bicicletta, gli ultimi giorni di preparazione devono essere dedicati ad osservare come ce la caviamo con il peso; in questo modo, è consigliabile riempire le bisacce durante i percorsi giornalieri. Questo accorgimento serve anche per abituarci al peso e al volume, e a mantenere la stabilità. In bicicletta è opportuno ridurre il peso al massimo, portando quindi davvero l'indispensabile.